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TEATRO

Contro una crisi che è economica e culturale, aggravata dal recente sisma che ha funestato tutta l'Emilia, lo Scena Contemporanea Festival organizzato dalla Regione si è sistemato nel solo Teatro delle Passioni di Modena: lì ha continuato la sua missione di scoprire nuovi linguaggi e fare da punto d'incontro per una comunità ancora spaventata


di Nicola Arrigoni

"E’ stato un festival di resistenza sia dal punto di vista culturale, economico, ma soprattutto umano e sociale". Così Pietro Valenti ha definito l’ottava edizione di Vie, il festival della scena contemporanea promosso da Fondazione Emilia Romagna Teatro: un festival in cui l’atmosfera angosciante per il terremoto che ha appena colpito l’Emilia era ancora avvertibile e non solo perché il programma è stato ridotto per essere portato in un unico luogo.    Nell’impossibilità di utilizzare non solo le sedi Storchi e quel
04 Luglio 2012

RECENSIAMO TUTTO - INIZIATIVA

Nate in un'epoca di benessere, ritornano a farsi vive oggi. Nelle Banche del Tempo si barattano disponibilità e capacità personali: ogni cittadino può offrire le sue ore libere alla comunità e avere quelle degli altri in cambio. Ma in momenti di crisi, non sempre la solidarietà conviene


di Alessandra Testa

Guarda guarda cosa riesuma la crisi economica: le banche del tempo. Nate alla fine degli anni Ottanta in Emilia Romagna per recuperare il buon vecchio baratto, le banche del tempo cercano ora di colmare quelle falle che non sono riuscite a superare in tempo di cosiddetto benessere.    Per definizione, le banche del tempo sono patti sociali in cui ogni aderente mette a disposizione degli altri il proprio “tempo/sapere” creando una rete attiva di solidarietà basata sullo scambio alla pari di prestazioni in grado di dare risposta alle piccole esigenze quotidiane e a q
19 Gennaio 2011

POLITICHE CULTURALI - INTERVISTA

Alberto Ronchi, ex assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, è fondatore dell’associazione Bologna Città d’Europa. A pochi giorni dalle primarie del centrosinistra a Bologna, dialoga con un musicista sul rapporto tra enti pubblici e mercato 


di Marco Dalpane

Ancora tagli decisi dal governo: Tremonti dice che con la cultura non si mangia, Brunetta dice che lo spettacolo non è cultura. Possiamo provare a sostenere qualcosa di diverso? Perché pensi che la cultura sia un investimento necessario? Perché non dovremmo fidarci semplicemente del mercato ma cercare strategie alternative?  Dobbiamo innanzitutto considerare che quello italiano è un caso unico. Il governo di questo paese teorizza che lo Stato non debba più intervenire sulla cultura e lo mette in pratica con i tagli diffusi, ma anche con la riforma dell&r
17 Gennaio 2011

FILM DVD

C'era una volta una città governata dai suoi abitanti, dove cultura e impegno sociale andavano a braccetto. Nel loro documentario Alessandro Rossi e Michele Mellara vanno alla ricerca di uno spirito sorto nel dopoguerra e che oggi sembra così lontano


di Alessandra Testa

Che pena la politica di oggi se paragonata a quella vissuta nell’ex città “rossa” per antonomasia e rappresentata nel bellissimo documentario di Michele Mellara e Alessandro Rossi, La febbre del fare. Bologna 1945-1980. Dalla liberazione alla lettura di Carmelo Bene dedicata “ai feriti” della strage del 2 agosto, il film ripercorre, attraverso immagini d’archivio e la voce dei protagonisti, la storia di un mito: quella Bologna che fu modello e simbolo della sinistra italiana, ma dove oggi nemmeno la Festa de l’Unità è più af
27 Settembre 2010