
Leggere i libri accantonati/parte 2
Dunque, sono 141 i libri messi da parte negli ultimi quattro-cinque anni, pensando di leggerli poi. Il poi è arrivato. Ora è il momento della scelta: una settantina li lascio al loro destino di pagine incognite, li archivio pressoché definitivamente; per una quarantina prolungo l’attesa; i restanti, quelli che conservano il fascino di quando li ho comprati, li affronto. A poco a poco.
Lascio qui una rosa e nei prossimi giorni, con l’aiuto di chi vorrà, scelgo i dieci titoli con cui giocare fino all’estate. M’incoraggia l’idea dell’impegno. Un dovere in piena libertà è un piacere. Già qualcuno mi ha detto che accumulare libri, in fondo, è accumulare tempo. Speriamo.
Fra i classici che non ho mai letto: Il milione di Polo, Le parole e le cose di Foucault, L’adolescente di Dostoevskij, American tabloid di Ellroy.
Fra gli ultimi acquisti: Un incontro di Kundera, Sillabari di Parise, Tre donne di Musil, Ricamare il mondo di vari autori, I miti del nostro tempo di Galimberti.
Fra quelli che attendono da più anni: Alla ricerca del libro perduto di Gingerich, Vivere in nicchia, pensare globale di Sertorio, Il mio nome è rosso di Pamuk, Solomon Gursky è stato qui di Richler, L’irrealtà del tempo di McTaggart.
Fra quelli che considero di viaggio: Esploratori di Fernandez-Armesto, I signori degli orizzonti di Goodwin, Quando viaggiare era un piacere di Waugh, Ombre sulla via della seta di Thubron, Maximum City di Mehta, Memoria del fuoco di Galeano.
Fra i romanzi: Eredi della sconfitta di Desai, La notte dei calligrafi di Ghata, Il ragazzo che amava Shakespeare di Smith, La fortezza di Hasz, Storia di neve di Corona, La regina degli scacchi di Tevis, Le campane di Bicêtre di Simenon, La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami, La connessione di tutte le cose di Edwards.
Sembra facile scegliere, ma è sempre una perdita, una rinuncia.
Commenti
gli acquisti/regali si
gli acquisti/regali si impolverano sugli scaffali.... la lista desideri del sito si allunga, con sconti rossigialli che appaiono e scompaiono come fanali nella nebbia... ma intanto io sto viaggiando dall'iperspazio milanese all'iperspazio napoletano, manonellamano di annamaria ortese. per toccare terra senza danni avrò certamente bisogno di una carta geografica... raccolgo il consiglio (femminile?) di monik e seguo le pagine dei vari autori di "ricamare il mondo". probabilmente il mio ago sarà a pedali...
Vado decisamente
Vado decisamente controcorrente rispetto ai commenti che ho letto ma personalmente Pamuk non lo rileggerei mai nè lo consiglierei. Ho finito "Il mio nome è Rosso" solamente perchè sono incapace di lasciare a metà un libro e perchè sono un'inguaribile ottimista e spero sempre che alla fine accada qualcosa che mi faccia dire che ne è valsa la pena arrivare fino alla fine senza mollare ma davvero quel libro l'ho trovato noioso, lento, prolisso, descrittivo fino a farmi saltare delle intere pagine. Sicuramente Pamuk non è il mio autore, capita! Fra quelli citati, invece, leggerei American Tabloid (io l'ho fatto durante le vacanze natalizie) e sicuramente Mordacai Richler, autore che amo molto per la sua grande ironia (La versione di Barney è fantastico) e per la capacità di raccontare. "Solomon Gursky è stato qui" lo lessi anni fa, me lo ricordo come un bel libro, o forse sono io ad essere di parte. Se posso invece permettermi un consiglio su un libro appena uscito e che potresti accumulare insieme agli altri per leggerlo quando avrai tempo e voglia (ma vista la premessa non puoi farlo rientarre in questa "ondata" di libri da leggere) allora ti suggerisco: La fine degli ebrei...lo sto finendo in questi giorni e mi piace davvero molto, il primo pubblicato in Italia da Adam Mansbach, un buon mix di jazz, hip-hop, letteratura e cultura yiddish.
Qualunque sia la tua scelta...buona lettura, non ti fermare questa volta.
Oh che figuraccia, non ho
Oh che figuraccia, non ho letto nessuno dei libri menzionati. Ma sarei molto curiosa di leggere i titoli dei libri di viaggio, la mia più grande passione, e in special modo: Ombre sulla via della seta di Thubron, I signori degli orizzonti di Goodwin,Esploratori di Fernandez-Armesto. Un sorriso:-)
non so consigliarti, caro il
non so consigliarti, caro il mio Favetto, perché conosco gli autori, ma non ho esplorato nessuno di questi titoli. Tuttavia ne approfitto per scegliere il prossimo libro-da-leggere-un-giorno che metterò nello scaffale: adesso esco e vado a comprarmi Pamuk. Però che belle queste mini recensioni! Più che annotazioni critiche sembrano abbracci, o mani affettuose che ti porgono i volumi uno a uno. Non trovi?
Credo valga davvero la pena
Credo valga davvero la pena di leggere Pamuk, Il mio nome è Rosso, forse il più bello dei suoi libri.. Un libro che è un pò un viaggio, fatto di capitoli ad incastro, di diversi piani di narrazione... Non sono un'esperta di tecniche di scrittura, ma mi rendo conto che per me, nel piacere di leggere un libro, la forma sta assumendo un ruolo sempre più importante... diventa più importante del contenuto.. Ecco qui un piccolo pezzetto tratto dal libro di Pamuk, grandi evocazioni e sfondi geografici.
"Sulle stoffe, le scatole, i caftani dei sultani, le spade, le grandi candele rosa, i turbanti, i cuscini coperti di perle, le selle ricamate d’oro, le scimitarre dall’impugnatura intarsiata di diamanti, le mazze con i rubini sul manico, i turbanti imbottiti, i pennacchi, gli strani orologi, le statue di cavalli ed elefanti d’avorio, i narghilé con il coperchio di diamanti, i cassetti di madreperla, i pennacchi dei cavalli, i grossi rosari, gli elmi ornati di rubini e turchesi, le brocche e i pugnali, sembrava si riflettesse una strana luce, una luce che non avevo mai visto prima". Il mio nome è Rosso, Orhan Pamuk
Impulsivamente, senza troppe
Impulsivamente, senza troppe riflessioni. Inizierei con una bella scarica adrenalinica. Ci vuole per affrontare l'impresa. Ellroy quindi. Telegrafico, cinico, oscuro e implacabile. Nessun buono, tutti cattivi. Ma che cattivi! Tra Simenon-Foucault: leggerei Simenon. Cosa c'entra? Qualcuno ha detto "le parole che Simenon scrive sono sempre le cose che dicono”. Praticamente perfetto quindi. Tra Pamuk e Goodwin: leggerei Goodwin. Il mio nome è rosso è il classico libro che mi ha fatto dubitare delle mie capacità di apprendimento. Sai quando leggi e rileggi le pagine perchè non capisci o non ricordi quello che hai letto? il titolo “I signori degli orizzonti” invece mi affascina e l’idea di leggere la storia come un romanzo mi emoziona a “scatola chiusa”. Boccio Kundera, Galimberti, Richler. Non mi ci rItrovo dentro alla loro scrittura. Dostoevskij, Musil e Murakami sono invece una garanzia. Corona mi incuriosisce. Il Milione, dirò una nefandazza, è noioso. Al suo posto leggerei "Quando viaggiare era un piacere", anche perchè mi incuriosisce un eventuale confronto tra la sua descrizione della crociera e quella di DFWallace in "Una cosa divertente che non farò mai più". Poi La connessione di tutte le cose. Così, per la copertina. E infine Parise, poesie in prosa. Da tenere sul comodino come Le città invisibili. Per scorrerne ogni tanto le preziose pagine. Buone letture. Gabriella
Mi piace soprattutto il
Mi piace soprattutto il proposito: ricordarsi di non dimenticare.
Poi, i titoli potrebbero essere milioni, e personalmente, preferisco avere libri accumulati tra la polvere, che vestiti. Averne tanti attorno dà già un altro profumo all'aria. Sono cresciuta in case piene di libri, anche il corridoio della casa di mio nonno sapeva di biblioteca pubblica. Quindi amo quell'odore.
Tra le pile di libri messi lì per sentirne il profumo, però, molti valgono la pena di essere letti davvero, concordo. E tra quelli che hai appena citato, Gianluca, sceglierei Polo (lo so che forse siamo quasi al Time Over per leggere classici, ma è uno di quei libri che vorrei leggere da un secolo, e poi è IL libro di viaggi). L’adolescente di Dostoevskij, anche. E visto che siamo in tema di emeriti, favolosi e imperdibili mattoni, ti propongo anche Arcipelago Gulag, il cui volume due staziona sul mio comodino da anni, fiducioso che non lo abbandonerò del tutto e approderò anche al volume 3. Ma sto rileggendo la Divina Commedia, di cui ho scovato per caso una edizione semplice e senza commenti accademici - cambia del tutto, diventa poesia vera -, quindi la Russia dovrà attendere parecchio.
Gli altri...alcuni non li conosco, di altri la lettura non mi terrorizza al punto di dovere mettere post-it. Simenon proprio non lo sopporto, invece, quindi lo butterei giù dal comodino.
Cosa stai leggendo ora?
Caro Gianluca, conosco il
Caro Gianluca, conosco il problema dell'accantonamento; io mi son salvata così: dopo 20 traslochi ho limitato l'acquisto di libri e stilo, a seconda delle suggestioni che ricevo, un elenco dei desiderata, confidando in biblioteche ed amici collaborativi per il prestito o l'affido temporaneo. Dei libri che citi non ne ho letto neanche uno, ma qualcuno mi sa che figura nella lista o se ancora non c'è, ci finirà: allora, ecco qua la mia decina, con un perchè per ciascuno. Il milione di Polo, in omaggio alle città invisibili di Calvino; L’adolescente di Dostoevskij, per riconoscenza verso I Demoni; Sillabari di Parise, per il racconto dell'assaggio del latte materno; Ricamare il mondo di vari autori, perchè il titolo mi ricorda la carta geografica di Boetti; Vivere in nicchia, pensare globale di Sertorio, perchè l'ho segnalato ad un mio amico che si occupa di decrescita e di sviluppo sostenibile; Solomon Gursky è stato qui di Richler, perchè l'ho leggerei prima o dopo L'Adolescente; L’irrealtà del tempo di McTaggart, perchè confiderei in un aiuto sulla comprensione sulla teoria sugli universi paralleli; Quando viaggiare era un piacere di Waugh, perchè dev'esser un piacere viaggiar così; Memoria del fuoco di Galeano, perchè Chavez l'ha regalato a Obama, che pensava l'avesse scritto lui (bingo!); La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami, per l'eleganza del suo scrivere. Una prece: scegli il libro che avrai amato di più, e leggilo Ad Alta Voce per tutti noi...
Non ne ho letto nessuno, a
Non ne ho letto nessuno, a naso e a suono ne scelgo subito uno: La notte dei calligrafi. Per curiosità, istintiva solidarietà per la categoria; per restituire, anche, il concetto al suo significato quando ovunque si sente dire “Hai una BELLA CALLIgrafia”. Che nervoso. E poi lo scelgo perché immagino un gesto dimenticato: la bella forma che s’inchina alla giusta parola. E alla parola giusta. Perché odora di cera, di lentezza, di Dio, di segreti, di sangue, di secoli. Perché non si è spazientito ad aspettare nella tua libreria. Perché mi ricorda qualcosa: casa, un incantesimo spezzato, un canto triste sulla scrittura, o semplicemente forse che l’essenziale sta nelle inezie, come mi disse qualcuno un giorno… Bastano nasi e suoni a scavalcare i 140 colleghi? Non so. Ma per come ti conosco Gian Luca nella notte dei calligrafi potrebbe succedere qualcosa anche a te...
il mio nome è rosso.
il mio nome è rosso. ricchissimo, lento, sensuale. lentamente sensuale. pieno di istinto, di umanità. ma nn mi cruccerei troppo su quello che nn abbiamo letto. nn si può trattenere tutto.
Il primo che sceglierei e'
Il primo che sceglierei e' "Storia di neve", perche' mi oiacciono i romanzi, perche' la montagna e' sempre fonte di ispirazione e riflessione, perche' guardando dalla finestra (anche se effettivamente adesso e' completamente oscurata...ma so cosa c'e' fuori...)si intravedono le montagne completamente innevate, bellissime. Poi direi "L'irrealta' del tempo" (anche se non mi sembra sia tra i tuoi piu' gettonati...), ma visto che e' tra i quelli che attendono da piu' anni, bisogna fare onore al titolo.
Caro Gian Luca, il mio
Caro Gian Luca, il mio consiglio - pensando alla tua scrittura - è Pamuk.. affascinante, poetico..
caro gian, quanti libri
caro gian, quanti libri attendono. ma si sa sono per le generazioni a venire dentro, metterci anche biglietti del tempo presente, da far scoprire a figli e nipoti, tracce che un giorno serviranno a scrivere altre storie, a immaginare trame comunque, american tabloid va letto subito, perchè i fatti di piazza duomo a milano in dicembre lo richiedono. da portare in india, sul solo verso mumbai, maximum city. quanto al comodino, lì pronto per addormentarti con il piacere della lingua che si attorciglia alla fase rem, mettici in cima parise. ho appena riletto i sillabari (credo avrai preso anche tu la versione adelphi) e ho capito di essere diventato vecchio, e felice per questa raggiunta maturità. negli anni ottanta leggevo solo autori appena usciti, al primo o al secondo romanzo. ora cerco quelli con la carriera lunga, ricca di tappe e di svolte. leggi parise quando racconto la neve, lo sci. ho davanti lo chaberton e vedo la donna che lui disegna. spazio al fulgore, alla natura, alla retorica. e peccato per chi vuole una vita minima.
caro gian, quanti libri
caro gian, quanti libri attendono. ma si sa sono per le generazioni a venire dentro, metterci anche biglietti del tempo presente, da far scoprire a figli e nipoti, tracce che un giorno serviranno a scrivere altre storie, a immaginare trame comunque, american tabloid va letto subito, perchè i fatti di piazza duomo a milano in dicembre lo richiedono. da portare in india, sul solo verso mumbai, maximum city. quanto al comodino, lì pronto per addormentarti con il piacere della lingua che si attorciglia alla fase rem, mettici in cima parise. ho appena riletto i sillabari (credo avrai preso anche tu la versione adelphi) e ho capito di essere diventato vecchio, e felice per questa raggiunta maturità. negli anni ottanta leggevo solo autori appena usciti, al primo o al secondo romanzo. ora cerco quelli con la carriera lunga, ricca di tappe e di svolte. leggi parise quando racconto la neve, lo sci. ho davanti lo chaberton e vedo la donna che lui disegna. spazio al fulgore, alla natura, alla retorica. e peccato per chi vuole una vita minima.
caro gian, quanti libri
caro gian, quanti libri attendono. ma si sa sono per le generazioni a venire dentro, metterci anche biglietti del tempo presente, da far scoprire a figli e nipoti, tracce che un giorno serviranno a scrivere altre storie, a immaginare trame comunque, american tabloid va letto subito, perchè i fatti di piazza duomo a milano in dicembre lo richiedono. da portare in india, sul solo verso mumbai, maximum city. quanto al comodino, lì pronto per addormentarti con il piacere della lingua che si attorciglia alla fase rem, mettici in cima parise. ho appena riletto i sillabari (credo avrai preso anche tu la versione adelphi) e ho capito di essere diventato vecchio, e felice per questa raggiunta maturità. negli anni ottanta leggevo solo autori appena usciti, al primo o al secondo romanzo. ora cerco quelli con la carriera lunga, ricca di tappe e di svolte. leggi parise quando racconto la neve, lo sci. ho davanti lo chaberton e vedo la donna che lui disegna. spazio al fulgore, alla natura, alla retorica. e peccato per chi vuole una vita minima.
Io non ho dubbi: Le parole e
Io non ho dubbi: Le parole e le cose di Foucault. da semiotica non potrei consigliarti altro. Per quanto riguarda i romanzi, non saprei, forse Simenon. Gli altri li conosco poco, anzi quasi niente, ma se vuoi te ne posso consigliare altri. A te che sei un amante della parola ben orchestrata consiglierei Cinthya Ozick, Eredi di un mondo lucente, per esempio, oppure Javier Marìas, Un cuore così bianco. Mettili lì in attesa...... Lisa
Io leggerei Edwards,
Io leggerei Edwards, galimberti, e uno che non hai messo: Erri de Luca.
Hai ragione, la scelta è
Hai ragione, la scelta è difficile ma non sempre comporta una perdita, magari guadagni tempo per altre letture, altri viaggi coi libri, tra i libri. I titoli che proponi sono molto suggestivi e costituiscono già una trama, provo a isolare alcuni fili: INTORNO ALLA SCRITTURA, IL MONDO VISTO DAI VIAGGIATORI DI UN TEMPO, IL MONDO SPIEGATO AGLI UOMINI DI OGGI. Tentando di tracciare un percorso tra alcuni titoli, inizierei coi "Sillabari" (Paolo Poli ne presenta una versione teatrale in questo periodo), proseguirei con "La notte dei calligrafi e “Alla ricerca del libro perduto” (so che l'impegno non ti spaventa, Gingerich è da leggere con atlante e pillole per la memoria). Poi, perché non seguire Marco Polo o vedere cosa resta dei sogni d'Oriente nelle "Ombre sulla via della seta", pensando a "Quando viaggiare era un piacere", raggiungendo "Il paese delle meraviglie", dove forse troverai "Le parole e le cose". Poi ci racconti, vero?
s'io fossi Favetto, qual non
s'io fossi Favetto, qual non fui, sarei attratto dai Sillabari, dall'Adolescente, Le parole e le cose, il Thubron. Bello La notte dei calligrafi ! Mi incuriosisce, per il titolo, il Waugh. Ma ancor più mi incuriosiscono quelli che archivi definitivamente. Che fine fanno? Rimettili in circolo. "Farò della pietra scartata pietra angolare".... ciao
personalmente in prima
personalmente in prima battuta leggerei "Ricamare il mondo", anzi, appena posso vado a comprarlo per aggiungerlo alla mia lista di libri da leggere. sono attratta dall'idea di esplorare una cartografia a punto in seta. in seconda battuta leggerei "I miti del nostro tempo", con il quale mi sono gingillata in libreria varie volte. se ci si pensa, questi due sono libri che ambiscono a mappare il mondo - una misura contro l'horror vacui e il senso di impotenza che ci prende, a volte e che è anche il motivo per cui accumuliamo libri.
ho letto "Il ragazzo che amava Shakespeare" e se potessi lo riporterei indietro. è sì una storia vera, terribile, di disagio e di emarginazione che si risolve con l'amore per la cultura, ma a me questo libro non è risucito a trasmettere niente. ma forse il problema sono io, perché faccio un'enorme fatica a leggre libri scritti in inglesi in traduzione e ogni volta che lo faccio me ne pento.
devo dire che mi inquieta trovare nella lista "Ombre sulla via della seta": dove l'ho messo? accidenti, non lo trovo! sarà mica finito nella libreria di GL?
Da scartare definitivamente
Da scartare definitivamente Galimberti, da leggere immediatamente Foucault. Anche perché Le parole e le cose contiene al suo interno una vertigine infinita di altri libri, potenzialmente tutto l'archivio dell'umanità
L'Adolescente l'ho letto
L'Adolescente l'ho letto molti anni fa...che dire: in bocca al lupo, è uno dei libri più caotici, complessi, febbrili del Russo. Un autentico - mi si passi il termine - troiaio.
Io posso garantire per I
Io posso garantire per I sillabari di Parise e American tabloid di Ellroy. Io non mi cruccio in maniera eccessiva, la maggior parte di quello che leggo lo dimentico. Felicemente.
Madonna che ignorante che
Madonna che ignorante che sono, la maggior parte di questi libri non solo non l'ho letta, ma neanche mai sentita nominare! provo a dire la mia, per il poco che vale: L’adolescente di Dostoevskij, se non l'hai letto a 15 anni (e non per il titolo), time over. Memoria del fuoco di Galeano: assolutamente strepitoso, per idea (la storia del continente americano dagli albori a oggi), modalità (episodi brevi o brevissimi, max 2 pagine), sentimento (dalla parte degli ultimi), e non è di viaggio. La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami, avvincente, il meccanismo è intrigante (2 trame, una di fantascienza e una fantastica, a capitoli alternati: in apparenza scollegate, convergono lentamente), alla fine ti accorgi che ci sono un po' di buchi e che non è un capolavoro, ma non ti penti di averlo letto
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