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ritratto di Gian Luca Favetto
di Gian Luca Favetto

Il vero ambientalismo


Lasciare dire, prima di parlare. Ascoltare e far crescere idee, non solo opinioni. Non ripetere le proprie – di opinioni – per affermarsi. Non rispondere con giudizi scolpiti nella pietra, ma adattarsi a chi si ha di fronte, continuare il suo discorso, riempirlo, perfezionarlo, in modo che non siano monologhi, ma dialoghi, quelli che si fanno. Adoperare i sentimenti invece delle emozioni. Anche in un luogo di piccole trame come questo, che è una finestrella sul mondo.
 
Lavorare su ciò che altri dicono, mostrano, progettano, e farne memoria. Partendo da un’epigrafe, se così si può chiamare. Da una consapevolezza di quarant’anni fa. Da un’idea di Aurelio Peccei. Da un’associazione ribattezzata Club di Roma. Da un saggio intitolato Rapporto sui limiti della crescita.
Hai un clic a disposizione, usalo su queste parole, e con pazienza scopri, conosci. Ci vuole pazienza per conoscere. E subito ti si spalanca un abisso sul presente. Uno spavento che dice ciò che non siamo: persone capaci di dare futuro a chi viene dopo, uomini che mangiano i figli, il tempo dei figli.
I temi raccolti sono: crescita della popolazione, inquinamento, produzione agricola, esaurimento delle risorse, degradazione dell’ambiente, sicurezza climatica, programmazione familiare. In coda è la questione decisiva. Detto crudo, suona: controllo delle nascite. La vera politica ambientalista è il controllo delle nascite. A livello mondiale. Se non controlli le nascite, qualcuno le controllerà per te. O controllerà le morti. Comunque la si pensi, il primo passo è averne coscienza. Da questa coscienza, da questo baratro, parte lo sguardo sul mondo.

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Inserito da Gian Luca Favetto - 27 novembre, 2009 - 16:51


Commenti

gian luca-mr trame ! ma che

gian luca-mr trame ! ma che bello poterTi leggere in questa specie di blog per scrittori... e poi il titolo, "trame", come la trasmissione radiofonica che mi ha permesso di conoscerti e apprezzarti. percepisco un forte allarmismo, avversità e disincanto nelle Tue parole: ma come ? Io volevo proporTi di concepire insieme a me almeno tre bebè, visto che non ti bastano le tue due figlie ! [scherzi a parte] condivido fondamentalmente ciò che haI scritto, non è pessimismo il Tuo, ma reale preoccupazione sul futuro ambientalista, politico e demografico della nostra terra. è allarmante il numero crescente, inconsapevole e scondiderevole del numero di nascite nei paesi svantaggiati. non nutro molta fiducia riguardo la società e l'andamento generale di tutto ciò che ci circonda; detesto le ingiustizie, la corruzione, i soprusi; ma, nonostante tutto, rimango ( o ci provo) p o s i t i v a, lo sono per natura e ci spero ancora... e ancora spero di leggerTi e rivederTi ancora, ancora e ancora ... alla prossima, my darling. r.

p.s.: ma chi sono quegli intrusi che osano chiamarti GL: non gliel'hai ancora detto che Tu sei GL (o meglio g.l.) SOLO per me ??!

Bentornato GL, finalmente

7.02

Bentornato GL, finalmente riprendiamo i fili per tessere la trama del nostro piccolo grande vivere quotidiano. E partiamo subito col botto!! Problema importante quello dell'ambientalismo e del progresso e dei figli! Lo vedo come un problema circolare, senza un punto dove trovare il bandolo della matassa per poi incominciare a dare un senso al gomitolo della vita. Tendenzialmente abbiamo dimenticato che questa terra e tutto quello che c'è sopra non è nostro, ma è solo in prestito e che dovremmo cercare di preservarlo al meglio per consegnarlo alle generazioni future. Viviamo di corsa, sempre più di corsa e non ci stiamo accorgendo che il piano inclinato sul quale rotola il pianeta è sempre più verticale e vicino al punto di collasso. La soluzione forse è nell'avere il coraggio di fermarci in questa folle corsa verso il nulla e ragionare su cosa veramente è importante, può darsi che se siamo ancora in grado di capire se è più importante l'essere dell'avere magari riusciamo a fermare questa spirale suicida che è la società moderna. Io penso che ci sia ancora il tempo per fare delle cose positive. Un abbraccio

E vai! Di nuovo Trame. E

7.02

E vai! Di nuovo Trame. E guarda un po' con quale tema. (Ripartire con un tema un po' più semplice no, Gian Luca?) Argomento scottante, attualissimo, affrontato da molti, ognuno con la sua brava parte di ricette/consigli/anatemi. Si vedonoi i miei punti interrogativi? Ne potrei riempire un commento intero. Chissà se sarà la vecchia e cara Madre Terra, ancora una volta, a decidere per noi. Certo è che siamo ben sordi e ciechi, non leggiamo segnali, non andiamo in crisi più dello spazio di un telegiornale con canone di Pachelbel in sottofondo, ad esempio sembra che le catastrofi ambientali riguardino sempre un ALTRO mondo. Forse l'ultima crisi economica non ci ha ancora tolto gran parte dei nostri agi e proprio non riusciamo a "metterci nei panni" (non solo in senso figurato) di chi non vive come noi. Siamo consumatori - mai termine fu più appropriato - egoisti e viziati. E forse serviamo così, visto che ci ripetono ogni giorno che se crollano i consumi crolla tutto. E se non fosse vero? E se provassimo a diminuire e cambiare i consumi, dall'acqua all'aria condizionata, dall'ultimo modello di portatile al formaggio nella vaschetta di polistirolo tanto comoda? Potrebbe essere un bell'inizio. Per pensare anche ai nipoti. Bentornato!

Caro Gian Luca, felice di

6.03

Caro Gian Luca, felice di ritessere Trame. Non molto tempo fa ho letto che, paradossalmente, ma solo in apparenza paradossalmente, nei paesi più ricchi si fanno meno figli e viceversa. Sembra assurdo no? E invece la stretta vicinanza con la morte porta gli esseri umani a credere nella vita e a cercare di perpetrarla attraverso un numero elevato di nascite. Certo, sono nascite disgraziate (nel senso di senza grazia, senza la grazia della dignità della vita) che spesso si traducono subito in morti. Fa riflettere. Quindi forse sarebbe il caso di controllare meglio la distribuzione della ricchezza e non tanto di controllare le nascite. Ma questo, lo so, è un discorso vecchio e senza via d'uscita. Era solo, così, per tirare un filo, un pensiero e darti il bentornato.

...la società dell'io, no? il

...la società dell'io, no? il linguaggio ne è la cartina di tornasole. E' sparito il noi, l'ego invade senza scampo le relazioni, la società, il linguaggio che le interpreta. Il confronto diventa un pretesto per affermare le proprie opinioni, ancora una volta. Ottima la riflessione che lega la problematica del controllo delle nascite a quella ambientalista. Se riuscirai ad approfondire, leggerò con piacere. Un abbraccio affettuoso,

Ciao GL, che bello trovarti

Ciao GL, che bello trovarti qui. Quanto dici è molto vero e giusto, è da molto tempo che cerco di proporre l'idea che la verità è personale e va ampliata attraverso quella degli altri trovando i punti di contatto rispetto alla propria esperienza e conoscenza personale. Ciò che non torna alle nostre idee oppure non capiamo perché ci mancano dati, mettiamolo da parte e diamoci il tempo per approfondire e capire il contesto dal quale la persona parlava. Perché spesso non è solo il valore e il senso diverso che diamo alle parole che ci impediscono di comprendere, ma anche la nostra stessa storia personale. Sto riscrivendo sul mio sito questi pensieri, cercando una visione ancora più semplice e pratica: perché se non riusciamo a trovare un modo pratico da applicare nel quotidiano, giorno dopo giorno, queste chiavi di lettura faremo sempre fatica a comprendere le sfumature e continueremo a ripetere le nostre abitudini, vizi e strutture mentali. Sono diverse le cose che non funzionano nella nostra società, l'elenco che fai ne è un frammento, ma nulla cambierà fino al momento che si continuerà a guardare fuori, ad imputare un colpevole, a non guardare dentro ciò che siamo, a giustificare ogni nostro atto ed evitando, come fosse la peste, l'educazione di noi stessi. Un abbraccio. Ben tornato!

vabbè inizi bene, mi rilasso,

1.08

vabbè inizi bene, mi rilasso, ascolto, poi... trrak la spari grossa! per me di bambini non ce ne sono abbastanza, mai. se proprio insiti ammazziamoli a 30 anni ;.)

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