Nella Vienna dove Sigmund Freud sta elaborando le sue teorie, Gustav Klimt, Oscar Kokoschka ed Egon Schiele danno all'artista un nuovo compito: portare non più bellezza ma verità. Ne L'Età dell'Inconscio lo scrittore Premio Nobel individua gli inizi di una sfida che contrassegnerà il XXI secolo: capire i meccanismi della mente
di Nicola Arrigoni
Esiste una risposta biologica alle bellezza e alla bruttezza nell’arte? Quali sono i meccanismi neurali che caratterizzano una mente creativa? Arte e scienza possono dialogare e contribuire alla conoscenza del modo con cui elaboriamo le rappresentazioni di realtà? Sono questi alcuni interrogativi cui tenta di rispondere L’Età dell’inconscio di Eric Kandel, importante tomo che restituisce il mondo della Vienna primo novecentesca, dove nacquero i presupposti delle neuroscienze, in un connubio unico fra scienza medica e suggestioni dell’arte e della creativit
La morte non c'è perchè l'attivista e premio Nobel Aung San Suu Kyi è un personaggio quantomai contemporaneo. La vita, invece, si vede tutta, e Luc Besson la snocciola fatto dopo fatto, dalla morte del padre vissuta in tenera età fino alla vittoria alle elezioni birmane. Mancano i miracoli, quelli di una regia fin troppo timida nell'interpretare
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Birmania, 1947: un giovane padre racconta alla sua bambina di due anni la favola di un asiatico paese dell'oro, ben diverso da quello che lo vede fautore del ritorno degli inglesi, dopo l'invasione dei giapponesi. Prima di lasciarla per andare incontro al suo assassino, il generale Aung San le affonda un'orchidea fra i capelli, segnandone così il destino. Nel 1988, più di quarant'anni dopo, sposata ad un professore inglese e madre a sua volta di due figli,quella stessa orfana fa ritorno nel suo paese per accudire la madre malata. Dopo l'eredità morale del padre, la
Il peruviano Mario Vargas Llosa ha appena vinto il più prestigioso premio per la letteratura. Dall'archivio cartaceo di Giudizio Universale pubblichiamo la recensione del suo ultimo romanzo, Avventure della ragazza cattiva
di Roberto Alajmo
Un’eterna regola della letteratura prevede che si possano scrivere poesie o romanzi d’amore solo in assenza dell’oggetto. Vale a dire quando l’amore non c’è; perché assente, lontano, malato, trapassato, trascorso o infelice. Si può dire anche in altri modi, ma l’essenza è quella: la felicità altrui risulta sempre noiosa. Sei felice? E allora? Chi se ne frega? Molto più fotogenica e appassionante è piuttosto l’infelicità, specialmente se riguarda gli altri. È così che il lettore o lo
Il teatro dell'assurdo di Harold Pinter in uno spettacolo che affascina molto per l'allestimento, meno per le interpretazioni
di Giulia Stok
Nel 2005 Harold Pinter ricevette il Nobel per la letteratura con questa motivazione: “nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”. È esattamente quello che fa Tradimenti, pièce che percorre a ritroso la vicenda di due amanti, una Emma di flaubertiana memoria e un Jerry stereotipo di agente letterario. Si parte dal loro incontro in un bar due anni dopo la fine della storia, e si risale indietro fino al primo bacio galeotto. Ad ogni scena si scopre un tradimento diver