Meno letteratura, per favore! si intitola il saggio di Filippo La Porta, che denuncia un mercato culturale dove uscite e eventi si moltiplicano e la sostanza si riduce. In tempi in cui si scrive e si legge perché "fa chic", il critico militante va a scovare nomi e titoli che resistono alle mode
di Giuseppe Grattacaso
Nella convinzione che viviamo in un periodo in cui “tutti smaniano di raccontarci qualche storia” e che “rischiamo così di affogare nella fiction”, Filippo La Porta con il piglio del critico militante e il rigore dello studioso di letteratura, scandaglia l'ultimo decennio, alla ricerca di prodotti narrativi che abbiano quel carattere utopico di ricerca conoscitiva e linguistica che la letteratura per suo statuto dovrebbe sempre coltivare. Il percorso è chiaro fin dal titolo del volume: Meno letteratura, per favore!, dove l'invito pressante ed e
Lorenzo, quattordici anni e un carattere difficile, si nasconde in cantina per passare una settimana completamente da solo. E' un romanzo di formazione avvincente, Io e te, che conferma le grandi doti dell'autore. E la sua tendenza a sprecarle
di Sandra Petrignani
di Faina