Elio Capitani e Ferdinando Bruni riportano in scena l'irriverente testo di Alan Bennett, History Boys: la spassosa preparazione di alcuni studenti liceali per il test d'ingresso alle Università di Oxford e Cambridge. Una pièce che i registi hanno saputo riportare in vita magistralmente
di Nicola Arrigoni

The history Boys di Alan Bennett è una pièce esilarante sulla scuola, sulla sessualità, sulla necessità di entrare a far parte dell’élite del sapere e sui rischio di omologarsi al supermarket della cultura - un rischio che l’istituzione scolastica irride con superbia.
Elio De Capitani e Ferdinando Bruni – che firmano la regia – hanno dato vita ad uno spettacolo che è un corpo in ebollizione, che vive di un’energia data dal cast di giovani e meno giovani, luogo deputato a criticare con affetto la scuola e i suoi abitanti: un’istituzione che è nel cuore di tutti e che sa suscitare passioni forti e contrastanti, è patrimonio comune eppure unica per ognuno. Forse anche per questo The History Boys può godere di un successo e una partecipazione emotiva che non è data a tutti gli spettacoli…
La scena è un’aula, i protagonisti sono un gruppo di studenti che dopo la maturità devono prepararsi per superare i test di ammissione alle prestigiose università di Oxford e Cambridge. Dal loro successo dipende in parte anche il buon nome dell’istituto, o almeno questa è la convinzione del ridicolo preside (Gabriele Calindri, rigido e grottesco al punto giusto): per raggiungere un risultato che gli è sfuggito per anni chiama il giovane e promettente professore di storia, Irwin (Marco Cacciola nei panni di un personaggio che brucia di non detto, di passioni nascoste e atti mancati) che subito se la deve vedere con l’istrionico professor Hector (Elio De Capitani, irresistibile nei panni di un prof. irregolare, affascinante quanto ambiguo) e con la rigida Mrs Lintott, una legnosa e austera Ida Marinelli, in parte perfetta.
In mezzo ci sono i ragazzi: una classe tutta al maschile con il donnaiolo e leader di turno, Dakin (Angelo Di Genio), il fragilissimo Posner, ebreo e di lui innamorato (Vincenzo Zampa), oppure il poco convenzionale Scripps con "tentazioni cattoliche" (Giuseppe Amato). La classe del professor Hector gioca con le citazioni, conosce a memoria interi brani poetici, mima celebri film e musical per scommessa, un gioco cui partecipa anche l’eccentrico docente. Hector educa i suoi studenti evitando tutte le ovvietà del sistema per farli crescere al di là dei percorsi preconfezionati, li allena a non tenere conto dei test d’ammissione a quelle università d’eccellenza che ilui guarda con sospetto se non disprezzo.
E' per mettere fine a tutto ciò che il preside ingaggia il nuovo e giovane docente, oltre a provvedere all’allontanamento di Hector, una volta colto a palpeggiare Dakin sulla sua motocicletta. Alla fine tutti passeranno i test, il professor Hector sarà riabilitato, ma morirà in un incidente sulla sua moto, insieme al professor Irwin costretto su quella sedia a rotelle che è atipica voce narrante della vicenda.
Al di là dei meriti della trama, The History Boys è uno spettacolo pieno di energia, è un inno al libero pensiero, a frequentare la passione autentica del sapere, tentazione che si scontra con la rigidità dell’istituzione, con la burocrazia del preside che troppo assomiglia ai nostri dirigenti scolastici. La differenza fra i due sistemi educativi – inglese e italiano – non ostacola la percezione della pièce, un bello spaccato sulla voglia di vedere la vita senza conformismo. In tutto ciò Elio De Capitani è un irresistibile mattatore, un regista "interno" che muove l’azione e i ragazzi con un’abilità unica: non c’è caduta di tono ma solo una credibilità assoluta in quel susseguirsi di citazioni e irriverenza istituzionali che diverte e, perché no, può divenire un bell'esame di coscienza per chi tutt'ora vive la scuola. Studenti, ma soprattutto professori.
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The History boys, di Alan Bennett, regia di Elio Capitani e Ferdinando Bruni
Tourneè: Teatro comunale Casalmaggiore 16 ottobre; Elfo Puccini Milano, 19 ottobre - 20 novembre; Teatro dei rinnovati di Siena 14 febbraio 2012; Teatro Garibaldi di Carrara, 15 - 16 febbraio 2012; Teatro Manzoni di Pistoia, 17 - 19 febbraio 2012; Teatro Chiabrera di Savona 20 febbraio 2012; Teatro della Corte di Genova, 21 - 26 febbraio 2012; Teatro Comunale di Pietrasanta (LU), 27 febbraio 2012; Teatro Niccolini di San Casciano (FI), 28 febbraio 2012
Le altre date qui: www.elfo.org

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