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FILM

Wall street 2, la borsa e la vita

Torna Gekko, lo squalo della finanza interpretato da Michael Douglas. Dai rampanti anni ottanta alla crisi economica mondiale, il leggendario personaggio creato da Oliver Stone passa in secondo piano rispetto alla catastrofe del capitalismo


di Andrea B. Previtera

 


Voce scorporata, bretelle, sigaro, e un quoziente di leggendarietà delle esternazioni di 1 su 4: è Gordon Gekko. Ventitré anni di attesa per veder tornare al grande schermo il prototipo del finanziere impudico, disegnato da Oliver Stone sul finire degli anni 80.
 
Anni, quelli, di autocelebrazione e pieno regime per il sistema del capitalismo all’americana, il dollaro come lubrificante unico per l’economia mondiale, il Dow Jones come indicatore universale dello stato di salute finanziaria dell’Occidente. Anni molto diversi da quelli di questo decennio che non ha neppure un nome tutto suo. Il decennio del crollo verticale, dei titoli tossici, dello spaccio sistemico della proverbiale “aria fritta”.
 
E se nel 1987 il mondo della Borsa era per Stone impianto e impalcatura per raccontare il personaggio Gekko, nell’interpretazione da premio Oscar di Michael Douglas, lo squalo segnato e imbiancato torna nel 2010 come “scusa”, la voce per narrare le vicende di una Borsa diventata essa stessa vera protagonista, personaggio incorporeo dalle sorti avventurose.
 
wallstreet2.jpgBisognerà poi separare l’occhio di chi porta con se il patrimonio della pellicola originale, da quello dello spettatore incontaminato. Ma rimandiamo queste elucubrazioni: rimandiamole, perché mi sono sistemato nella poltroncina tutto vibrante - con un’impazienza adolescenziale che sentivo serpeggiare qua e là per buona parte del pubblico in sala. Vi è mai capitato di accompagnare ad alta voce il “pa pa pa paaaa” del logo Twentieth Century Fox? Ecco.
 
Oliver Stone ci racconta dunque una storia piuttosto confusa e frammentaria, combattuto tra diverse necessità, legate da una parte all’eredità del capitolo originale, e dall’altra alla trama di quello odierno. Tenta così di mostrarci il più possibile Gekko Il Grande in tutta la mappa di rughe carcerarie e familiari, di tracciarne il passato perduto e di disseminare la pellicola di autocitazioni e camei. Ed al contempo, esplora il declino del “sistema” con dovizia di tecnicismi, grafici, strizzate d’occhio ad accadimenti reali dall’11 Settembre in poi. E ancora, c’è tutta una sottotrama quasi shakespeariana di morte, vendetta, affetti, tradimenti di varia natura – da dipanare e dissolvere entro le canoniche due ore e spiccioli prima dei titoli di coda.
 
Nonostante tutto il pericolo-minestrone è scampato, ma il risultato finale si fa decisamente meno incisivo della pietra miliare originale. Douglas è bravissimo, ma veste panni un po’ lisi con un personaggio che ricicla molto del passato e produce novità che difficilmente persisteranno a beneficio dei posteri. Shia Labeouf, nuovo delfino, guida delle moto. E poi, poi ci sono una New York bellissima e tante transizioni video anni 80 da b-movie-e-mezzo .
 
Mettiamola in questo modo: se uno Stone decrepito non ci somministrerà intorno al 2030 un ulteriore Wall Street, va bene così. Con una chiusura morale, istruttiva e persino divertente per il suo personaggio più iconico, che vale un Sole ed una certezza: se le sorti della Borsa dovessero peggiorare ulteriormente, al prossimo capitolo ci penserà Dario Argento.



Tags: Andrea B. Previtera, borsa, capitalismo, crisi economica, Gordon geek, Michael Douglas, Oliver Stone, recensione, Wall Street 2,
05 Novembre 2010

Oggetto recensito:

Wall Street - Il denaro non dorme mai, di Oliver Stone, USA 2010, 133 M

 

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