FILM
La storia di un'attrazione fatale, tra apparizioni surreali alla Buñuel e ingenuità che non perdoneremmo neanche a Moccia. La pellicola del grande maestro, ispiratore della Nouvelle vague, non regge il confronto con i suoi capolavori
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Cosa c'è di più imbarazzante di dover spiegare e giustificare l'imbarazzo? E, per di più, con riferimento all'opera di un Maestro che viene trattato come se già fosse morto, visto che la critica ufficiale ha parlato di questo film senza riuscire a trattenere lacrime di adorante commozione? E noi che c'eravamo andati come quando si va per funghi, con nascoste speranze, ma palesi e scaramantici presentimenti! Di funghi non ne abbiamo trovato nemmeno uno, ma in compenso abbiamo riempito il panierino di punti interrogativi. Quand'è che si è defini
19 Maggio 2010
WEEKEND - CINEMA
Il grande regista francese morto da poco: uno stile inconfondibile, solo in apparenza conservatore
di Alberto Barbera
Pessoa è stato uno, nessuno e centomila, un io disseminato sotto molteplici e ingannevoli identità. Kubrick era un ipocondriaco ossessivo e maniacale, rinchiuso nel proprio isolamento come in una fortezza inespugnabile. Nella storia dell’arte novecentesca, non mancano certo gli esempi di autori enigmatici o sfuggenti. Eric Rohmer, forse, era semplicemente riservato. Nessuno, se non una ristrettissima cerchia di amici, può dire di averlo conosciuto. E non perché fosse di carattere introverso o indecifrabile. Semplicemente, era (quasi) impossibile incontrarlo.
16 Gennaio 2010