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TEATRO

L'allestimento firmato da Danio Manfredini della grande opera (meta)teatrale di Shakespeare è minimale e interpretato da attori maschi e mascherati proprio come nell'epoca elisabettiana. Pochi marchingegni di scena ma abbastanza genio da convincerci che riportare in tour i classici può essere ancora utile 


di Sergio Buttiglieri

Ogni volta che ritorna in scena Amleto, ci percorre il dubbio che forse su questo testo si è già detto tutto, e spesso lo si è fatto male. Che forse sarebbe semplicemente meglio rileggersi il testo di Shakespeare invece di rischiare inquinarne la memoria con l’ennesima produzione malriuscita.   Ma sapendo quanto sia radicale nelle intenzioni il teatro di Danio Manfredini, (ricordo ancora come fosse ieri il suo straordinario e lacerante Cinema Cielo del 2003 o il suo fulminante, Tre studi per una Crocifissione del ‘92, appena transitato a La Spez
16 Maggio 2012

TEATRO

E' un gioco di specchi Cinema Cielo, lo spettacolo teatrale di Danio Manfredini: il pubblico vedrà in scena un'altra platea, quella della vecchia sala a luci rosse di Milano, a sua volta impegnata a rivedere se stessa su uno schermo che proietta di travestiti e prostitute dall'universo letterario di Jean Genet 


di Anna Colafiglio

“Signore del cielo e della terra, noi non capiamo: tu fai le creature e poi le pianti in asso”, si dispera Zamira dall’alto del suo tacco quindici, avvinghiata a un Cristo in croce che è un esplicito richiamo iconografico al finale di Flowers (storico spettacolo della Lindsay Kemp Company, ispirato al medesimo romanzo genetiano cui fa riferimento Manfredini). Partiamo dalla fine, dunque, per narrarvi l’epopea di questo sottobosco umano che popola il Cinema Cielo, una piccola sala a luci rosse che esisteva davvero, nel centro di Milano, chiusa dopo l’avvento
20 Gennaio 2012

TEATRO

Abbiamo visto in prima assoluta l'ultimo, visionario spettacolo del Teatro Valdoca, nato dai versi di Mariangela Gualtieri. Il primo omicida della storia è incredibilmente vicino alla confusione, alla solitudine e alla rabbia dell'uomo contemporaneo


di Cristina Geninazzi

Ancora una volta il Teatro Valdoca colpisce. Colpisce per la forza delle immagini, la novità del linguaggio e l’audacia della propria ricerca teatrale, partorendo una nuova potente creazione che non delude le aspettative di cui era stata circondata in gestazione. In un succedersi di quadri visionari, la compagnia di Cesena ci mostra il volto di un Caino (l’intensissimo Danio Manfredini) straordinariamente vicino alle confusioni orgogliose e testarde dell’uomo contemporaneo, che solo, violento e rabbioso, ormai lontano dal volto della divinità, trova nella fondaz
09 Febbraio 2011