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LIBRI - POESIA

Il poeta di Volterra intitola la sua ultima raccolta Da un altro mondo ma quello che mette in versi è proprio il nostro: "un posto orrendo" dove l'orrore si mescola al bello e alla superficialità dei media. Nonostante questo, le sue liriche predicano una forte adesione all'attualità e, allo stesso tempo, tracciano la via per un "ritorno a casa"


di Giuseppe Grattacaso

Roberto Veracini ha un posto privilegiato dal quale guardare il mondo. E' la sua Volterra, presenza insistente, che è spirituale ancora prima che geografica, abbraccio rassicurante che implica insieme apertura e inquietudine, evidente anche nell'ultima raccolta, emblematicamente intitolata Da un altro mondo.   Il libro si presenta con un'architettura complessa, che si compone di due Parti (Segnare il tempo e Altrove) suddivise in varie sezioni. Nella prima parte Veracini propende per gli argomenti della poesia civile, ma utilizzando un tono sempre volutamente lirico, che imprime p
12 Dicembre 2012

TEATRO

Solo sul palco, Fabrizio Gifuni veste i panni di un padre e un figlio, a rappresentare il drammatico passaggio di generazione di cui parlavano gli Scritti Corsari e le Lettere luterane. Da quei testi, che quarant'anni fa descrivevano la realtà attuale, parte il suo monologo 'Na specie de cadavere lunghissimo, diretto da Giuseppe Bertolucci


di Anna Colafiglio

Si entra in teatro, si sceglie un tavolino e ci si accomoda sul palco. Come se si fosse al bar, o al cabaret, per scegliere un termine di paragone teatralmente calzante. La mediazione del palcoscenico è già annullata, e tanto basta per essere catapultati d’un tratto in quel flusso di parole che sanno tanto di profezia, di una disillusione arrivata troppo presto rispetto alla degenerazione successiva, troppo tardi per credere di poter prevenire la caduta.   Fabrizio Gifuni è protagonista assoluto di un monologo che attinge a piene mani dall’universo di Pie
24 Gennaio 2011