FILM
Dopo Il Profeta del 2009, il cineasta francese torna con un altra 'favola' dal retrogusto realista, quella di un giovane straniero spiantato e della sua "principessa" rimasta senza gambe per un tragico incidente. Più che per la storia, Un Sapore di ruggine e ossa vale soprattutto per le suggestioni di un artista dell'immagine
di Marinella Doriguzzi Bozzo
Che la fiaba fosse un rito di iniziazione finalizzato a illustrare la vita ricorrendo alle rappresentazioni della morte lo sosteneva già Karl Popper ne Le radici storiche dei racconti di fiabe (1946). Che il regista Jacques Audiard se ne avvalga per ottenere lo stesso scopo lo diciamo noi. Nell'osannatissimo Il profeta (2009, recensito qui) la nascita e l'ascesa criminale di un boss all'interno di una prigione si poneva come un racconto di crudo realismo, ricorrendo tuttavia a tutte le caratteristiche della fiaba: la vaghezza, la verosimiglianza solo di superficie, l'insistenza
10 Ottobre 2012
FILM
Il profeta, di Jacques Audiard, racconta di un giovane che sembra destinato a soccombere nel violento ambiente del carcere. Un percorso di formazione, ma non di redenzione
di Gianpaolo Fissore
Uccidere o essere ucciso. Per il diciannovenne Malik (Tahar Rahim) l’esperienza penitenziaria comincia subito all’insegna della lotta per la sopravvivenza. La massima di Hobbes è declinata alle estreme conseguenze, e i lupi di più antico pelo sono i delinquenti corsi, una sorta di aristocrazia criminale, che tiene a bacchetta i secondini e che guarda con l’arroganza del padrone e della superiorità razziale l’altra popolazione dietro le sbarre, in maggioranza arabi. Malik sarebbe di origine nordafricana anche lui, ma in realtà non è nes
22 Marzo 2010