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ECONOMIA - CINA

Redistribuzione del reddito a Pechino

La vecchia massima comunista viene rispolverata come metodo per salvare la classe media, messa in crisi dalla bolla immobiliare. Ecco un estratto dell'editoriale pubblicato oggi nella rubrica "Ritagli di Emma Lupano" su Agichina24


di Emma Lupano


AGI.JPGIn Cina non cala la preoccupazione che agita da molti mesi i “lao bai xing”, la gente comune, per il continuo aumento del prezzo delle case, per la speculazione edilizia e per l’infelice gestione del problema da parte delle amministrazioni locali. Lo dimostrano i titoli che continuano a riempire i giornali cinesi, e la produzione di film come Weiduoliya yi hao - Dream home, del regista di Hong Kong Pang Ho-cheung. La pellicola narra, in toni estremamente pulp, la vicenda di una donna cacciata da piccola dal quartiere in cui abitava per fare spazio a un progetto residenziale di lusso. Ora la signora è decisa a comprare uno degli appartamenti con vista sul porto costruiti su quel terreno e, per raggiungere il suo obiettivo, non esita a sacrificare chiunque intralci il suo cammino. 
 
Molte testate si concentrano sui problemi che la bolla immobiliare ha portato alla classe media cinese. E mentre la rivista Xiaokang realizza a inizio aprile un sondaggio tra colletti bianchi e funzionari pubblici in cui gli intervistati confessano la fatica e lo stress provocati dall’acquisto di una abitazione, il 23 aprile il Changjiang Shangbao rispolvera una massima comunista, quella della ridistribuzione dei redditi, invocandola però come mezzo per “salvare” la classe media cinese, evitando che scompaia e facendo sì che continui a partecipare attivamente alla crescita dell’economia nazionale. 
 
Nell’editoriale anonimo, scritto quindi da un commentatore della redazione e condiviso da tutta la testata, il giornale definisce così le azioni necessarie per ridistribuire il reddito: “Quello che il governo può fare immediatamente e in modo diretto è livellare i redditi e, successivamente, alzarne il livello. Estendere questi redditi a sempre più persone, e così ampliare la classe media, non è invece una misura di cui il governo possa occuparsi direttamente, visto che non dipende dall’immissione di denaro da parte dello Stato, ma dal miglioramento del capitale umano tra i
lavoratori”. 
 
Secondo il Changjiang Shangbao, “la storia dimostra che l'ampiezza della classe media dipende dai cicli dell'economia: quando l'economia sale, la classe media si allarga; quando l'economia scende, anche la classe media si restringe. I prezzi elevati delle case e dei beni di consumo in Cina da una parte portano il gruppo della classe media a restringersi; dall'altra influenzano molto negativamente la qualità della vita della classe media. Non solo la classe media si sta riducendo nei fatti, ma anche sempre meno persone si identificano con questo strato sociale”. 
 
Il governo non è però il solo a doversi impegnare per rivitalizzare questo gruppo: “Anche la stessa classe media e le aziende hanno il compito di alleviare la pressione che grava sul ceto medio. Al governo spetta creare le condizioni affinché le persone abbiano un reddito tale da permettere loro di possedere delle proprietà. Non si può lasciare che la ricchezza sia un privilegio di pochi che grava sulle spalle di tanti, né che gli esponenti della classe media diventino 'schiavi della casa' o 'schiavi della macchina'”. 
 
Per leggere l'articolo nella sua versione integrale, www.agichina24.it



Tags: agichina24, bolla immobiliare, cina, classe media, crisi economica, emma lupano, Emma Lupano, mutui,
30 Aprile 2010


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