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LIBRI

La tragedia del Vietnam vista dagli occhi di una bambina

Kim Thùy, che è nata a Saigon e ora vive a Montréal, racconta in modo delicato e impressionista il viaggio dei profughi perseguitati dai vietcong. Riva, suo romanzo d'esordio, ha avuto grande successo in Canada e in Francia


di Sandra Petrignani

 


"Il signor An mi ha insegnato le sfumature", scrive Kim Thúy nel suo primo romanzo, Riva,  il cui titolo originale è Ru, una parola che in vietnamita vuol dire “ninnananna” e in francese “piccolo fiume”: in un modo o nell’altro, parole che cullano. La riva è però anche l’approdo, la salvezza, per chi come la protagonista di questo romanzo si è imbarcata, da piccola, con la famiglia verso l’ignoto, per sfuggire al dolore, alla povertà, alle persecuzioni dei Viet Cong vittoriosi dopo la caduta di Saigon nel 1975.
 
Il signor An che insegna le sfumature è un rifugiato come lei, Kim: nel campo di rieducazione comunista si era salvato scrivendo libri, tutti su un unico pezzo di carta, riempito fino all’inverosimile, una pagina sopra l’altra, una parola dentro l’altra. Ma scrivere gli aveva insegnato ad ascoltare "la neve sciogliersi, le foglie crescere e le nuvole passeggiare". Sono queste le sfumature che gli scrittori conoscono, che servono a vivere in condizioni impossibili.
 
E’ un minimalismo tragico quello di Kim Thúy, tante cose terribili sono dette in frasi di rugiada, trasparenti, leggere. La grande storia travolgente raccontata dal fondo di una barca, fra il vomito e le deiezioni di adulti e bambini, col passo delicato di una donna piccola e prosciugata. Non c’è pianto, le emozioni mai gridate stanno acciambellate dentro immagini precise, tattili, sonore, dentro gesti e avventure (più propriamente disavventure) appena accennate eppure cariche di tutto il male del mondo.
 
La scrittrice, che ora vive in Canada, a Montréal, e che ha fatto diversi lavori - dall’interprete alla cronista gastronomica - racconta in modo impressionistico, andando avanti e indietro nel tempo: infanzia e presente, salvezza e umiliazioni, Vietnam e America. Il racconto si compone senza difficoltà, un tassello dopo l’altro, nel grande mosaico di una vita straordinaria che, si fa fatica a pensarci, è stato il destino di tanti e lo è tutt’oggi per una parte consistente di esseri umani: per i disperati e gli esuli da qualche guerra o da qualche miseria estrema, sradicati e feriti per sempre, senza altra redenzione che il suono antico di una ninnananna.



Tags: america, guerra, Kim Thuy, Nottetempo edizioni, recensione, Riva, Ru, Sandra Petrignani, vietcong, Vietnam,
27 Settembre 2010

Oggetto recensito:

Kim Thùy, Riva, Nottetempo 2010, P 160, Euro 14

 

giudizio:



6.263748
Media: 6.3 (72 voti)

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